Angelo Gaja
UN RIVOLUZIONARIO DI TALENTO
Dalla metà del XVII secolo, il Famiglia Gaja risiede in Piemonte. La prima produzione di Barbaresco avvenne nel 1859 ad opera di Giovanni Gaja. Da allora, 5 generazioni si sono succedute nella produzione di questo vino italiano. Angelo Gaja rappresenta la quarta generazione e ha rinnovato lo stile del Barbaresco. Il piemontese è il produttore italiano che ne ha di più riconosciuto in tutto il mondo e il suo vino è venduto in più di 80 paesi diversi. Ritroviamo le sue annate sulle tavole di grandi ristoranti stellati. A 70 anni è a capo di tre aree: domaine storica azienda familiare, estesa a 100 ettari in Piemonte dove produce Barbaresco e Barolo e due tenute in Toscana.
Anzi, quando subentra Angelo Gaja domaine al padre nel 1960 dopo gli studi in enologia ed economia, la reputazione vinicola dell'Italia non corrisponde alla ricerca dei grandi vini che sognano i piemontesi. Per prima cosa perfezionerà e rivoluzionare il Barbaresco della famiglia Gaja prima di investire nei vitigni di Barolo. La sua anima conquistatrice non è ancora soddisfatta. A lui interessa il vitigno re della Toscana: il sangiovese. Nel 1994 acquista 25 ettari di Montalcino dove vengono prodotte due annate 100% Sangiovese: Rennina e Sugarille. Due anni dopo, Angelo Gaja acquistò una proprietà nella zona costiera di Bolgheri che chiamò Ca’Marcanda, “la casa delle trattative”. Vengono piantati 110 ettari di vigneto e vengono costruite strutture di alto livello. La fama dei vini Angelo Gaja glielo permette andare oltre le convenzioni piantando Chardonnay, Cabernet Sauvignon o Sauvignon nella terra del Nebbiolo.
Le tenute di Angelo Gaja
DAL PIEMONTE ALLA TOSCANA: TERROIR DIVERSI PER VINI DIVERSI
Angelo Gaja avendo tenute diverse, ogni terroir è diverso e apporta caratteristiche diverse ai vini. Il domaine piemontese dove si producono i vini delle denominazioni Barbaresco e Barolo, è piantato su terreni uniformi di marna calcarea con proporzioni variabili di arenaria. Il vitigno utilizzato è il Nebbiolo. In Toscana, nel domaine situato sulla denominazione Montalcino, Angelo coltiva il Sangiovese, un vitigno emblematico della regione, riconoscibile per i suoi aromi di viola, frutti neri e cuoio. Le vigne si trovano tra i 200 ed i 500 metri sul livello del mare su un terreno eterogeneo di calcare, argilla vulcanica e marne decomposte chiamato galestro. Infine, nella regione di Bolgheri in Toscana, il terzo domaine di Angelo Gaja comprende molti vitigni bordolesi come Merlot e Cabernet Sauvignon. Il terroir del vigneto è eterogeneo, composto da alluvioni ricoperte di argilla, sabbia, limo e materiali vulcanici. Si divide in due tipologie: terra bianca e terra bruna. Essendo vicino al mare, il domaine beneficia dei venti marini e delle temperature fresche in agosto e settembre. Ciò consente una lenta maturazione delle uve e quindi lo sviluppo degli zuccheri. Inoltre le vigne Angelo Gaja beneficiano di un'intensità luminosa ideale grazie alla vicinanza del mare che funge da specchio. In ciascuna delle sue tenute, il viticoltore pratica la viticoltura convenzionale traendo ispirazione dalle tecniche incontrate durante i suoi viaggi in giro per il mondo.
Il know-how di Angelo Gaja
L'UOMO CHE HA RESTAURATO L'EMBLEMA DEI VINI ITALIANI NEL MONDO
I vini diAngelo Gaja sono rinomati e venduti goccia a goccia in tutto il mondo. Se l'uomo è percepito come modernista per aver introdotto in Piemonte l'invecchiamento in botte o addirittura la selezione in appezzamento, conserva un grande rispetto delle tradizioni locali e tutte le sue annate finiscono il loro invecchiamento e maturazione nei famosi “botis di rovere”. Una volta terminata la raccolta, infatti, il mosto viene posto in tini di acciaio inox a macerare sulle bucce per 3 settimane a temperatura controllata. Angelo Gaja segue il modello borgognone e produce plot vintages. I vini maturano in botti di rovere francese per un anno. Successivamente continuano il loro invecchiamento in botti di rovere francese per un anno. Il know-how di Angelo Gaja non si ferma alla produzione, sa anche vendere i suoi vini in tutto il mondo. Le etichette sulle sue bottiglie sono raffinate e realizzate in stile moderno. Le annate del Barbaresco sono vini complessi con una lunghezza elegante. Offrono tannini morbidi ed equilibrati, nonché aromi di frutti di bosco e cuoio. Per quanto riguarda il Barolo, Spers, Conteisa e Dragomis sono le annate stellari e hanno lo stesso splendore di quelle della denominazione Barbaresco, con in più una leggera nota di fiori. In Toscana a Montalcino, il vitigno Sangiovese dà origine a due annate di grande successo: Rennina e Sugarille. Se il primo è rotondo, il secondo è deciso e di carattere. Infine tre annate vengono prodotte a Bolgheri in riva al mare tra cui il Camarcanda che è la cuvée the noblest of domaine con una bella struttura e aromi speziati. Angelo Gaja è accompagnato nella sua avventura dall'enologo Guido Rivella.